“RAINER. L’INDICIBILE”
QUANDO L’AMORE PRENDE VITA A TEATRO
A lui, a Rainer Maria Rilke, devo i miei occhi. Gli occhi dell’abisso e della luce, gli occhi della visione e del cuore, gli occhi del cercare, gli occhi del profondo, gli occhi sconfinati.
Se dovessi citare la mia scuola di “alta formazione” sarebbe questa. La nostra è una sorta di convivenza quotidiana. Non è passato, non è ricordo. E non c’è giorno senza lui. Anche durante il piccolo viaggio a Raron, dove oggi le sue spoglie riposano, è accaduto l’indicibile. Si è fatto presenza, potentissima. Non ho alcun dubbio che fosse la sua voce. Non ero improvvisamente impazzita. Rainer ci insegna ad attivare tutti i nostri sensi, anche quelli di cui forse non siamo consapevoli. Non era udibile quella voce, era visibile e percepibile sulla pelle. Erano sinestesie che mi piace chiamare magie.
Desideravo ricordarlo in modo particolare quest’anno, nel 2026, a cento anni dalla sua scomparsa. E condividere questo momento. E per chi non lo conosce offrire un’occasione. Non è la celebrazione che desidero (che forse nemmeno lui avrebbe voluto…), né spettacolarizzare lui e la sua opera. Sono consapevole che ascoltare Rilke seduti in platea, mentre le parole scorrono e svaniscono in un attimo, è cosa ardua. Le sue parole vanno meditate e in teatro non c’è sempre… il tempo di fermare il tempo. Possono però sedimentarsi… e tornare inaspettatamente. Questa è una delle grandi forze del teatro. Doveva essere fruibile, immediato, chiaro e potente per chiunque. Ho scelto il suo linguaggio corrente, ho scelto i temi a lui cari, ho scelto una musica che rendesse la potenza dell’uomo e nel contempo il suo tormento, lo spazio infinito tra l’abisso e il cielo. E le lettere, senza indirizzo, perché possano eternamente arrivare a ciascuno di noi e dopo di noi.
Nella sua semplicità, l’intenzione è di porre il focus sull’uomo e le sue parole, senza troppe distrazioni d’effetto che distoglierebbero dai contenuti. La bellezza, l’arte, la solitudine e l’amore raccontati attraverso alcuni dei suoi più significativi scambi epistolari.
Rainer. L’indicibile. Il suo nuovo nome con cui Lou Von Salomè lo ha artisticamente ribattezzato e umanamente riscattato dalle pretese della madre. Potente già dal nome e a seguire un punto, che vuole renderlo ancora più energico. Indicibile è la parola per eccellenza che riassume tutto l’uomo e l’artista. La sua missione nonché vocazione e tormento per l’intera vita.
Questo mio sogno, questo mio progetto, viene portato in teatro e prodotto grazie a Modus Produzioni. Ad Andrea Castelletti va la mia immensa gratitudine per aver sostenuto l’idea e per la stima e consapevolezza dimostrate verso la straordinarietà di Rainer. Un grazie a Michele Matrella, straordinario interprete in scena, che sa farmi commuovere ad ogni prova, segno che due uomini si sono riusciti a fondere in uno, che dura il tempo della scena… ma anche questa è una breve magia che voglio vivere. A Laura Murari che si è prestata per la voce fuori scena di Lou Von Salomè quale guida narrativa, con la determinazione perfetta che la caratterizzava. Donna che Rainer ha dapprima amato e che gli fu fedele amica, musa, guida e sostegno fondamentale fino alla fine della sua vita.
Mio caro Rainer, tu sei per me memoria, esempio ed eredità di indicibile grandezza.
Marica
Debutto Ven 23 e Sab 24 gennaio 2026 ore 21, Dom 25 ore 18
Teatro Modus di Verona
RECENSIONE DELLO SPETTACOLO QUI
MODULAZIONI TEMPORALI
a cura di Silvia Paganini











